Vola via con me
Words and music: Agostino Inzoli
Mi ricordo quando ho pensato
di mettermi le ali
per provare a volare
ma non ci sono mai riuscito
e un abbraccio degli amici
mi ha dovuto consolare
Quando il buio e’ proprio tanto buio
e mi fa sentire triste
tutto solo e con paura
stringo forte un libro qui vicino
e senza pensarci troppo
inizio la lettura
E la magia
vola via con me
e la fantasia
vola via con me
dentro tutte le storie
storie meravigliose
chiudo gli occhi perche’
anche tu voli con me
Le montagne bianche per la neve
i prati con i fiori
o il mare tutto blu
Leggo di storie emozionanti
e l’incanto intorno a me
mi appassiona sempre piu’
Ho provato ad immaginare
un castello, una foresta
che splendono nel sole
e' come un sogno in liberta’
attraverso mille fiabe
e oceani di parole
E la magia
vola via con me
e la fantasia
vola via con me
dentro tutte le storie
storie meravigliose
chiudo gli occhi perche’
anche tu voli con me
Chissa’ come sono arrivato
in un mondo misterioso,
in un’isola che non c’e’
e poi un altro libro ho comprato
e dopo averlo aperto
ho viaggiato insieme a te
Mi sono emozionato ad ascoltare
avventure senza tempo
piene di felicita’
e il mio cuore e’ stato conquistato
dall’immaginazione
che un racconto sempre da’
E la magia
vola via con me
e la fantasia
vola via con me
dentro tutte le storie
storie meravigliose
chiudo gli occhi perche’
anche tu voli con me
E la magia
vola via con me
e la fantasia
vola via con me
dentro tutte le storie
storie meravigliose
chiudo gli occhi perche’
anche tu voli con me
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Fino alla follia
Words and music: Agostino Inzoli
Ogni giorno provo ad aspettare il mio treno
con le mani sporche di sogni e veleno.
Cerco di partire per questo mio viaggio
ma alla fine perdo speranza e coraggio.
A volte e’ meglio un destino spezzato,
e’ molto meglio di un futuro sbagliato.
Portami via da tutte le notti scure.
Portami via da tutte le mie paure.
Portami via, fino alla follia.
Spesso mi sembra tutto gia’ deciso
cerco scuse con un triste sorriso.
Ignorando tutte le ragioni,
mi aggrappo sempre a facili illusioni.
A volte e’ meglio un destino spezzato,
e’ molto meglio di un futuro sbagliato.
Portami via da tutte le notti scure.
Portami via da tutte le mie paure.
Portami via, fino alla follia.
Portami via da tutte le notti scure.
Portami via da tutte le mie paure.
Portami via, fino alla follia.
Alla fine hai ragione e sai il perche’, il perche’, il perche’.
Sono ancora qua insieme a te! a te! a te!
Portami via da tutte le notti scure.
Portami via da tutte le mie paure.
Portami via, fino alla follia.
Portami via da tutte le notti scure.
Portami via da tutte le mie paure.
Portami via, fino alla follia.
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Un Natale molto speciale
Words and music: Agostino Inzoli
In un paese, molto lontano
il freddo inverno, chissa’ cos'e’
si sta in costume
tuffandosi nell'acqua
E' un Natale molto speciale.
Non c'e’ neve, ma un sole caldo
Babbo Natale arrivera’
occhiali da sole
su un surf con i delfini
E’ un Natale molto speciale.
I doni son conchiglie e ricordi d'estate
che sia dicembre o agosto
poco importa
quel che conta e’ solo festeggiar.
I prati verdi, con tanti fiori
la gente balla tutta la notte.
Le palme e gli ombrelloni
al posto degli abeti
E' un Natale molto speciale.
I doni son conchiglie e ricordi d'estate
che sia dicembre o agosto
poco importa
quel che conta è solo festeggiar.
I presepi, fatti di sabbia
il mare azzurro, sotto le stelle
I bimbi corrono
felici sulla spiaggia
E' un Natale molto speciale
E' un Natale molto speciale
E' un Natale molto speciale
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I sogni dentro di noi
Words and music: Agostino Inzoli
Una chitarra presa a caso
accordi sparsi da sistemare
l'emozione che mi assale
l'incertezza di incominciare
Ci vuole la passione
ma anche un grande cuore
tanti sassi nelle scarpe
e una stella da inseguire.
E allora prendi anche tu la tua chitarra
in questa notte, su questo palco sali anche tu
a suonare con me quelle emozioni
realizzando tutti i sogni dentro di noi
Tasche colme di ricordi
foto sbiadite nelle mente
la paura nel domani
mi fa viaggiare a luci spente
Sotto una pioggia vera
corro lontano
fuggendo via dai demoni
che mi tendono la mano.
E allora prendi anche tu la tua chitarra
in questa notte, su questo palco sali anche tu
a suonare con me quelle emozioni
realizzando tutti i sogni dentro di noi
Ma un altro giorno e’ gia’ qui
mentre il tempo vola via
lasciando solo le note
di una triste melodia
Ma poi quel suono nascera’
e la nostra musica arrivera’
e non andra’ piu’ via
Uh oh oh oh ohhhh
E allora prendi anche tu la tua chitarra
in questa notte, su questo palco sali anche tu
a suonare con me quelle emozioni
realizzando tutti i sogni dentro di noi
realizzando tutti i sogni dentro di noi
realizzando tutti i sogni dentro di noi
E allora prendi anche tu la tua chitarra
in questa notte, su questo palco sali anche tu
a suonare con me quelle emozioni
realizzando tutti i sogni dentro di noi
realizzando tutti i sogni dentro di noi
realizzando tutti i sogni dentro di noi
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Cassetti dimenticati
Words and music: Agostino Inzoli
Un’altra sveglia che suona,
fuori la nebbia ci imprigiona.
Un altro caffe’ che sa di niente,
giorni sfocati persi tra la gente.
Stesse strade, stessi volti,
stessi dubbi mai risolti,
stesso orizzonte di luci sbagliate.
vite vuote in città affollate.
C’e’ chi ha spento la luce dentro
C’e’ chi ruba il nostro tempo
i sogni muoiono senza averli sognati,
chiusi in cassetti dimenticati.
Tutti che parlano senza ascoltare,
corrono sempre ma senza arrivare
Mettono il cuore in saldo ogni inverno,
sperando che l’estate duri in eterno.
In un cielo azzurro ormai spento,
c’e’ un fuoco che attende il vento.
se solo alzassi gli occhi per davvero,
se con te stesso fossi più sincero.
C’e’ chi ha spento la luce dentro
C’e’ chi ruba il nostro tempo
i sogni muoiono senza averli sognati,
chiusi in cassetti dimenticati.
Ma fuori c’e’ un treno che parte,
l’occasione per giocare le tue carte.
vivere e’ salire senza esitare,
giocarsi l’asso senza pensare.
Un'altra sveglia che suona,
ma da oggi la nebbia ci abbandona
c'e’ un'aria diversa nel cielo pulito
per quelli, come me, che hanno capito.
C’e’ chi ha spento la luce dentro
C’e’ chi ruba il nostro tempo
i sogni muoiono senza averli sognati,
chiusi in cassetti dimenticati.
C’e’ chi ha spento la luce dentro
C’e’ chi ruba il nostro tempo
i sogni muoiono senza averli sognati,
chiusi in cassetti dimenticati.
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Lost’n’found
Words and music: Agostino Inzoli
Ai binari della stazione
nell'inverno della citta’
tra paura ed emozione
eravamo tutti la’.
Aspettavamo il nostro treno
delle sette e ventitre’
fuggivamo via dal destino
senza chiederci il perche’.
Oh oh oh
Caricavamo gli strumenti
con l'entusiasmo di chi va
verso il sogno della vita
convinti che si avverera’.
Ma ad un tratto eravamo in studio
quel contratto era gia’ li’
e attaccavamo il nostro pezzo
con un refrain che fa cosi’:
oh yeah
Come back baby
the wind was changed
I'm falling down down down
Come back darling
Please come to me
we are lost'n'found.
Sotto le luci dei riflettori
nelle radio o alla tivu’
la nostra musica si diffondeva
e l'energia non finiva piu’
Avevamo una promessa
che ci teneva ancora la’
viaggiavamo su quel treno
verso la nostra liberta’
Come back baby
the wind was changed
I'm falling down down down
Come back darling
Please come to me
we are lost'n'found.
Ma il vento del cambiamento
ci portava sempre piu’ giu’
eravamo oggetti smarriti
ogni giorno un po' di piu’
Poi la vita ci ha divisi
ma il sogno vive come allora
tra le note di questo pezzo
che ogni notte suona ancora.
Come back baby
the wind was changed
I'm falling down down down
Come back darling
Please come to me
we are lost'n'found.
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La storia di Johnny
Words and music: Agostino Inzoli
Johnny si chiude in una stanza segreta,
con la chitarra e un'anima discreta.
Non cerca applausi ne’ urla immortali,
suona solo per se’, nei suoi momenti speciali.
Dice la gente: “Johnny, vieni fuori!”
Ma lui risponde: “Sono dentro ai miei colori.”
Il bianco e nero dei tasti di un piano,
persi nel blues di un ricordo lontano.
Non per la folla, non per l'oro,
Johnny suona per il suo ricordo.
Non ha bisogno di palchi o di gloria,
la sua musica e’ gia’ una storia.
Scrive canzoni su dei fogli strappati,
che il vento nasconde senza essere trovati.
Parole leggere, promesse svanite,
rimaste appese a note smarrite.
I pensieri vibrano come onde del mare,
la sua melodia li fa navigare.
Sono raggi di luna in un cielo stellato,
che non si vendono al primo arrivato.
Non per la folla, non per l'oro,
Johnny suona per il suo ricordo.
Non ha bisogno di palchi o di gloria,
la sua musica e’ gia’ una storia.
Nei bar vuoti e scordati dai santi,
Johnny racconta di storie di amanti,
tra fumo e silenzi che sanno d’addio,
di notti in bilico e di giorni d’oblio.
Poi sparira’ in un soffio di vento,
non sono premi, ne’ dischi d’argento.
Johnny ha lasciato la traccia piu’ vera:
e’ una canzone che suona sincera.
Non per la folla, non per l'oro,
Johnny suona per il suo ricordo.
Non ha bisogno di palchi o di gloria,
la sua musica e’ gia’ una storia.
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Un pezzo del nostro domani
Words and music: Agostino Inzoli
Ho visto il Tempo seduto in un campo,
aveva scarpe di terra e capelli di grano,
contava le nuvole in cielo con le dita,
rubando le ore tra le ombre della vita.
Aveva una giacca cucita dal vento,
un grande orologio appeso sotto il mento,
parlava con gli alberi seduto nei prati
ricordando storie di tempi passati.
E gira il Tempo sopra la testa,
come i cavalli di una giostra in festa,
mangia gli anni come fossero ciliegie,
e li risputa tra nuvole leggere.
E corro scalzo dietro ai suoi passi,
tra girasoli e sentieri pieni di sassi,
tra lune sgonfie e sogni lontani,
per rubargli un pezzo del nostro domani.
Ho visto il Tempo raccogliere dei fiori,
imbiancare i capelli dei miei genitori,
saltare i fossi, scavalcare i muri,
disegnare rughe sugli anni futuri.
Dipinto nel rosso rame dei tramonti,
insegnava all’acqua a passare sotto i ponti,
ascoltando il silenzio fra rami e correnti,
volando coi pensieri sui fili dei venti.
E gira il Tempo sopra la testa,
come i cavalli di una giostra in festa,
mangia gli anni come fossero ciliegie,
e li risputa tra nuvole leggere.
E corro scalzo dietro ai suoi passi,
tra girasoli e sentieri pieni di sassi,
tra lune sgonfie e sogni lontani,
per rubargli un pezzo del nostro domani.
Il Tempo va lento per quelli che aspettano,
è lungo per quelli che soffrono,
è breve per quelli che gioiscono;
è prezioso per quelli che lo vendono.
Ma il Tempo ride e non mi sente,
come un treno che sfreccia tra la gente,
e mentre io gli urlo di aspettare,
lui si allontana senza guardare.
E gira il Tempo sopra la testa,
come i cavalli di una giostra in festa,
mangia gli anni come fossero ciliegie,
e li risputa tra nuvole leggere.
E corro scalzo dietro ai suoi passi,
tra girasoli e sentieri pieni di sassi,
tra lune sgonfie e sogni lontani,
per rubargli un pezzo del nostro domani.
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La leggenda del faro
Words and music: Agostino Inzoli
C’e’ chi giura di aver veduto
nella nebbia d’un’isola tetra,
un vecchio con gli occhi di sale
che viveva in un faro di pietra.
Dicevano avesse il potere
di muovere le onde e il vento,
ogni notte saliva su in cima
per rendere il mare violento.
Forse era solo un marinaio
che aveva sbagliato il destino,
oppure un fantasma smarrito
venuto dal fondo marino.
Accendeva una luce abbagliante
nella tempesta d’inverno,
indicando alle barche la strada
che porta dritta all’inferno.
C’e’ chi diceva fosse vendetta,
chi credeva cercasse ragione,
ma nessuno ha mai letto negli occhi
se ingannava per odio o passione.
E come accade nella vita,
cerchiamo fari in notti sfocate,
ma molte sono stelle dipinte
che portano a rotte sbagliate.
Il cuore e’ una bussola rotta
Che si fida del primo bagliore,
Ma non sa che a volte quella luce
puo’ essere la scelta peggiore.
C’e’ chi giura di averlo sentito
quando la luna si faceva sottile,
gridare parole smarrite
seduto in fondo al pontile.
Dicevano non fosse da solo,
ma con un cormorano nero,
che volava sugli scogli aguzzi
quando il cielo diventava nero.
Attirava a se’ le vele delle navi
con un raggio luminoso fisso,
per poi farle inghiottire
nelle acque oscure dell'abisso.
Una notte salì sul faro,
pronto a scatenar la bufera,
ma un lampo lo colpì all’improvviso
e divenne una statua di cera.
Finisce cosi’ la leggenda,
ne’ vera ne’ troppo inventata,
che insegna che la scelta migliore
non e’ sempre quella cercata.
E come accade nella vita,
cerchiamo fari in notti sfocate,
ma molte sono stelle dipinte
che portano a rotte sbagliate.
Il cuore e’ una bussola rotta
Che si fida del primo bagliore,
Ma non sa che a volte quella luce
puo’ essere la scelta peggiore.
E come accade nella vita,
cerchiamo fari in notti sfocate,
ma molte sono stelle dipinte
che portano a rotte sbagliate.
Il cuore e’ una bussola rotta
Che si fida del primo bagliore,
Ma non sa che a volte quella luce
puo' essere la scelta peggiore.
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Un pezzo del nostro domani (electric version)
Words and music: Agostino Inzoli
Ho visto il Tempo seduto in un campo,
aveva scarpe di terra e capelli di grano,
contava le nuvole in cielo con le dita,
rubando le ore tra le ombre della vita.
Aveva una giacca cucita dal vento,
un grande orologio appeso sotto il mento,
parlava con gli alberi seduto nei prati
ricordando storie di tempi passati.
E gira il Tempo sopra la testa,
come i cavalli di una giostra in festa,
mangia gli anni come fossero ciliegie,
e li risputa tra nuvole leggere.
E corro scalzo dietro ai suoi passi,
tra girasoli e sentieri pieni di sassi,
tra lune sgonfie e sogni lontani,
per rubargli un pezzo del nostro domani.
Ho visto il Tempo raccogliere dei fiori,
imbiancare i capelli dei miei genitori,
saltare i fossi, scavalcare i muri,
disegnare rughe sugli anni futuri.
Dipinto nel rosso rame dei tramonti,
insegnava all’acqua a passare sotto i ponti,
ascoltando il silenzio fra rami e correnti,
volando coi pensieri sui fili dei venti.
E gira il Tempo sopra la testa,
come i cavalli di una giostra in festa,
mangia gli anni come fossero ciliegie,
e li risputa tra nuvole leggere.
E corro scalzo dietro ai suoi passi,
tra girasoli e sentieri pieni di sassi,
tra lune sgonfie e sogni lontani,
per rubargli un pezzo del nostro domani.
Il Tempo va lento per quelli che aspettano,
e’ lungo per quelli che soffrono,
e’ breve per quelli che gioiscono;
e’ prezioso per quelli che lo vendono.
Ma il Tempo ride e non mi sente,
e’ come un treno che sfreccia tra la gente,
e mentre io gli urlo di aspettare,
lui si allontana senza guardare.
E gira il Tempo sopra la testa,
come i cavalli di una giostra in festa,
mangia gli anni come fossero ciliegie,
e li risputa tra nuvole leggere.
E corro scalzo dietro ai suoi passi,
tra girasoli e sentieri pieni di sassi,
tra nuvole, scogli e sogni lontani
per rubargli un pezzo del nostro domani.
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Le ombre della vita
Words and music: Agostino Inzoli
Sara corre lungo strade deserte,
tra muri grigi scolpiti nel cemento.
Alle spalle mille storie sofferte
e la malinconia che soffia col vento.
Figure scure le danzano intorno,
stregano la notte con la loro presenza.
Come statue smarrite senza contorno,
la stringon forte nella sofferenza.
Sono le ombre della vita,
che non ti fanno dimenticare,
Come ferite mai guarite,
che nemmeno il tempo sa curare.
Sono le ombre della vita,
che ti spingono a cambiare:
mille strade da percorrere
e un solo senso da trovare.
Come ricordi che non fanno rumore,
cicatrici di un passato sincero,
Tracce incise nell'anima senza colore,
come una foto sbiadita in bianco e nero.
Sono spettri che sfidano il cuore,
che si allungano muti lungo il cammino,
riaccendono il fuoco d'un antico dolore,
restando per sempre a lei vicino.
Sono le ombre della vita,
che non ti fanno dimenticare,
Come ferite mai guarite,
che nemmeno il tempo sa curare.
Sono le ombre della vita,
che ti spingono a cambiare:
mille strade da percorrere
e un solo senso da trovare.
E quando il buio sara’ arrivato,
una luce si accenderà piano piano.
tra le macerie di un sogno spezzato
Trovera’ la forza per andare lontano.
E le lacrime che bagnano l’asfalto
si asciugheranno col sole del mattino,
E cadra’ il velo sottile del rimpianto,
aprendo la strada a un nuovo destino.
Sono le ombre della vita,
che non ti fanno dimenticare,
Come ferite mai guarite,
che nemmeno il tempo sa curare.
Sono le ombre della vita,
che ti spingono a cambiare
mille strade da percorrere
e un solo senso da trovare.
Sono le ombre della vita,
che ti spingono a cambiare
mille strade da percorrere
e un solo senso da trovare.
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La citta’ delle falsita’
Words and music: Agostino Inzoli
C’era una volta, o forse e’ oggi,
una citta’ dalle buone intenzioni,
dove i profeti del nulla esigono
consenso e approvazioni.
Persone col sorriso di plastica,
che parlano con labbra di cera,
felici di portare l’inverno
a chi sogna la primavera.
Tutti sembrano giusti
pagliacci senza vergogna
sono candidi e puliti
ma quello piu’ sano
c'ha la rogna
Benvenuto, straniero gentile,
nella citta’ delle falsita’,
dove regalano sogni in catene
e li chiamano liberta’.
E se menti con grazia e misura,
vinci il premio dell'onesta’.
senza avere nessuna coscienza
e senza un briciolo
di dignita’.
E anche il vento, povero idiota,
soffia solo se viene pagato,
mentre gente con la cravatta
vende favori a rate al mercato
I furbi scrivono le leggi
i ladri insegnano l'onesta’
e nei bar brindano alla giustizia
festeggiando l'illegalita’.
C’e’ un giudice senza coscienza,
una sposa che finge amore,
un musicista che ride felice
di suonare
solo rumore.
Benvenuto, straniero gentile,
nella citta’ delle falsita’,
dove regalano sogni in catene
e li chiamano liberta’.
E se menti con grazia e misura,
vinci il premio dell'onesta’.
senza avere nessuna coscienza
e senza un briciolo
di dignita’.
Ma un giorno e’ arrivato un tale,
con in tasca un pezzo di sole,
e diceva sempre la verita’
dentro tutte le sue parole
Lo hanno fatto passare per scemo
e lo hanno chiuso in una stanza,
gli hanno tolto voce e respiro
con cattiveria ed arroganza.
Addio, citta’ delle falsita’,
lascio qui il mio specchio rotto,
per riflettere, se e’ capace,
il tuo volto
marcio e corrotto.
E se un giorno ritornero’,
non sara’ certo per nostalgia,
ma per ridere amaramente,
di tutta la tua ipocrisia.
E se un giorno ritornero’,
sara’ solo per curiosita’
per vedere se tra le tue rovine
e’ nata un po’ di verita’.
Benvenuto, straniero gentile,
nella città delle falsita’,
dove regalano sogni in catene
e li chiamano liberta’.
E se menti con grazia e misura,
vinci il premio dell'onesta’.
senza avere nessuna coscienza
e senza un briciolo
di dignita’.
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Rock ‘n’ Roll Christmas
Words and music: Agostino Inzoli
One, two, three, four....
Con le luci di Natale l’atmosfera e’ gia’ speciale.
La neve del cielo cade ghiacciata sulla citta’ tutta addobbata.
La batteria con basso e chitarra suonan una canzone un po’ bizzarra.
E’ bello sentire i bimbi cantare Babbo Natale sta per arrivare.
Rock'n'Roll Christmas, viva il Christmas Rock'n'Roll
stiam cercando di suonare una musica che ci ricorda il Natale.
Rock'n'Roll Christmas, viva il Christmas Rock'n'Roll.
e nel giorno di Natale ogni sogno (puo’) diventa-reale.
La gente e’ buona, i visi lieti, i fili argentati, i tanti abeti.
Gelida e’ l’aria, ma non il cuore, sono i giorni ricchi d’amore.
Un dono speciale potrai trovare se un amico saprai aiutare.
Aria di festa, tanto splendore, Natale per tutti ha un dolce sapore.
Rock'n'Roll Christmas, viva il Christmas Rock'n'Roll
stiam cercando di suonare una musica che ci ricorda il Natale.
Rock'n'Roll Christmas, viva il Christmas Rock'n'Roll
e nel giorno di Natale ogni sogno (puo’) diventa-reale.
Tutte le stelle come gocce dorate nel cielo buio sono illuminate
ma una soltanto lascia una scia e con la sua luce indica la via.
Per ogni regalo, per ogni sorriso, per ogni abbraccio che illumina il viso
sentiamo magia, proviamo stupore, il Natale rock ci infonde calore.
Rock'n'Roll Christmas, viva il Christmas Rock'n'Roll
stiam cercando di suonare una musica che ci ricorda il Natale
Rock'n'Roll Christmas, viva il Christmas Rock'n'Roll
e nel giorno di Natale ogni sogno (puo’) diventa-reale.
Rock'n'Roll Christmas, viva il Christmas Rock'n'Roll
stiam cercando di suonare una musica che ci ricorda il Natale.
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La luna nel cortile
Words and music: Agostino Inzoli
Torno dove il tempo dorme
tra muri grigi di quartiere,
le finestre sono occhi stanchi
chiusi dietro le ringhiere.
Come panni appesi a un filo
mossi da un vento sottile
i ricordi sono vele del tempo
che ha solcato quel cortile.
Un portone fatto di legno,
scale dure di cemento,
un pallone perso nel buio,
e un bambino sempre contento.
Quadri appesi di sere d’estate,
amici con cui giocare,
risate e canzoni alla radio
che il tempo non può cancellare.
E la luna nel cortile
come in una fotografia,
resta ferma nel silenzio
dipinta di malinconia.
Tra i colori un po' sbiaditi
delle case di periferia,
mi piace pensare
che la luna nel cortile
illumini ancora le notti
di chi è andato via.
Una stufa accesa la sera,
il calore fra le mie mani,
e in quella piccola stanza
vivono ancora i giorni lontani.
La tivù in bianco e nero
non levava i colori al mondo,
anche se fuori la nebbia grigia
inghiottiva la città sullo sfondo.
Ho cambiato tanti cieli,
stanze nuove e compagnie,
ma la nostalgia è sempre qui,
parcheggiata in queste vie.
Ora non rimane niente,
solo polvere nei miei pensieri,
e il rumore dei nostri passi
dove camminavamo fino a ieri.
E la luna nel cortile
come in una fotografia,
resta ferma nel silenzio
dipinta di malinconia.
Tra i colori un po' sbiaditi
delle case di periferia,
mi piace pensare
che la luna nel cortile
illumini ancora le notti
di chi è andato via.
Il mondo là fuori va avanti
e senza farmi vedere o sentire
aspetto qui nella penombra,
perché la notte sta per finire.
E la luna nel cortile
come in una fotografia,
resta ferma nel silenzio
dipinta di malinconia.
Tra i colori un po' sbiaditi
delle case di periferia,
mi piace pensare
che la luna nel cortile
illumini ancora le notti
di chi è andato via.
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